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Un conto salatissimo.
In quest'ultimo ventennio, su 21 anni di attività sotto il nome Alitalia, soltanto un bilancio annuale fu registrato in positivo, e cioè quello del 2002, quando KLM ruppe gli accordi di fusione del gruppo e integrazione del network ripartita su tre Hub, Amsterdam, Roma e Milano, pagando una penale cospicua, di 200 milioni di euro pur di scindere gli accordi stipulati con l'azienda e il governo Italiano, rei di non aver saputo (o voluto) gestire il definitivo lancio di Malpensa come terzo Hub dell'ipotetica alleanza Wings, che prevedeva il ridimensionamento totale dell'aeroporto di Linate.
https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-24/alitalia-risultato-operativo-meno-173538.shtml?uuid=Aa9ALCxE&refresh_ce=1
Il bilancio più "allegro" di questi ultimi 20 anni è stato quello del 2011, con solo -69 milioni di euro di perdita, che però scontava sia l'aumento del prezzo del petrolio, che gli eventi in medio oriente e in Giappone, oltre ai contratti di leasing assai ridotti, per aiutare la CAI nei primi anni di vita, dei nuovi A320 e A330, presi dall'ordine fatto dall'ormai defunta Air One.
https://www.brunoleoni.it/alitalia-e-i-fallimenti-seriali-un-conto-da-10-miliardi
Negli studi e calcoli offerti dall'Istituto Bruno Leoni, e in particolar modo da @AndreaGiuricin, osserviamo come le gestioni della ex-compagnia siano sempre state fallimentari, e sia il fallimento-rinascita del 2008 con i capitani coraggiosi, che la ricapitalizzazione del 2013 e acquisto da parte di Etihad per il 49% delle azioni, non abbiano accennato ad un minimo di miglioramento delle finanze aziendali, prolungando solamente un agonia che era destinata a terminare molto prima della Pandemia da Covid-19 tra 2020 e 2021.
Qui sotto aggiungo un grafico ancora più esaustivo sulle perdite, prodottto da @Falitalia nell'elencare sia il periodo temporale, sia la quantità delle perdite:
Questo grafico è eloquente (circa 15 mld di € spesi dal 1970 fino al 2021!), e nonostante le perdite che vanno dal monopolio statale fino alla fine di LAI nel 2008 siano superiori, le perdite registrate dopo la finta privatizzazione, Etihad e l'amministrazione straordinaria post-2017 siano altrettanto pesanti.
Alitalia, come azienda, non ha mai smesso di perdere soldi, e neppure il nuovo avatar ITA riesce a fare di meglio. E' sempre stata considerata un salvadanaio della politica, da usare a proprio piacimento, al centro di giochi di potere politici nazionali ed intressi di pochi.
Questo salvadanaio, non soltanto non ha portato alcuno sviluppo del trasporto aereo in Italia dagli anni'90 in poi, ma ha anche trascinato con se tutti coloro che erano scomodi agli interessi della politica, tra acquisizioni per castrare un possibile concorrente nei voli interni (Volare e Air One), decreti ad-hoc per proteggere i suoi asset, sussidi statali, diritti di traffico, slots, abilitazioni ottenute in un lasso di tempo brevissimo rispetto agli standard burocratici, e una macchina del fango pronta ad inchiodare sulla croce coloro che erano considerati scomodi.
Alitalia non ha mai goduto di manager competenti, nelle sue ultime decadi, riguardo il settore aereo (eccetto alcuni), perchè, secondo i veri proprietari, non era necessario, vista l'utilità per le tasche di alcuni.
Gli stessi potevano insediare, all'interno delle risorse umane lavoranti per l'azienda, persone note per essere imparentate con qualcuno all'interno della camera dei Deputati, Senatori e addirittura da parte del governo in carica, o raccomandate tramite una spintarella all'interno dell'azienda.
E, nell'epoca delle privatizzazioni, non è cambiato nulla, soltanto l'immagine (Livrea e uniformi) rinnovata di un vettore zombie fuori dalle logiche di mercato e manipolatore del proprio orticello.
Dagli anni 2000, al 2021, non ha fatto altro che abbassare il proprio peso sul mercato, sbagliando il focus sui voli di corto raggio per competere contro chi parte già avvantaggiato da una struttura di costi interni ed esterni molto più leggera.
Questa è la dimostrazione che bisogna estromettere la politica e gli interessi di pochi eletti da aziende operanti in settori sensibili alle crisi finanziarie e ultra-competitivi come quello del trasporto aereo.
E con questo concludo la serie sugli Alitalia Files, ringraziando in primis tutte le fonti utilizzate per la costruzione di questo piccolo progetto, e in secundis tutti i lettori, sperando che sia riuscito nell'intento di divulgare, analizzare e interpretare tutti i dati e i fatti avvenuti lungo il declino di Alitalia, che, volente o nolente, ha fatto la storia dell'aviazione italiana in tutti i suoi 75 anni di operatività.
Spero di essere stato il più esaustivo possibile, anche per quanto riguarda la mia opinione su alcune parti della storia di Alitalia, e spero che abbiate trovato interessante tutto questo lungo excursus sulla compagnia, e vi rimando al prossimo appuntamento qui su "Le Cronache dell'Aria"!
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