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| Immagine creata con ChatGpt |
Dal 2019 al 2025 il numero di voli verso la Cina è più che raddoppiato in tutta Europa, e l'espansione non sembra dare alcun segnale d'arresto. Come mai ci sono così tanti voli verso la Cina? E come influisce riguardo i voli verso l'estremo oriente?
E' in atto una vera e propria "invasione" delle compagnie aeree Cinesi negli scali europei. Dopo la pandemia, il numero di voli diretti verso le città Cinesi ed Europee ha riscontrato un aumento significativo, in alcuni casi è addirittura raddoppiata la capacità di posti offerti tra il continente Europeo e la Repubblica Popolare Cinese.
Nel 2014, secondo Air Service One in collaborazione con la società di analitica per l'aviazione Cirium, le compagnie Cinesi avevano in mano il 40% dei posti a sedere tra il Vecchio Continente e la Cina. Perchentuale che nel 2019 diventò del 60%, e che nel 2025 è balzata all'83%.
Come mai una così forte influenza dalle compagnie cinesi? I motivi sono vari, e i principali nell'ordine sono:
- Il rinnovato bi-laterale tra l'Europa e la Cina nel 2019, il quale ha permesso un aumento significativo delle frequenze tra i due mercati a partire dal 2020. Cosa che non avvenne all'inizio, dato che il mondo affrontava lockdown e contagi da Covid, ma che, in seguito, ha di fatto aperto le porte alle compagnie cinesi una volta allentate le restrizioni in tutto il mondo.
- Il sorvolo dello spazio aereo Russo, dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022, è boicottato da tutti i vettori aerei area UE, costringendo i vettori Europei in primis ad utilizzare la rotta Polare oppure la rotta verso la "via della Seta", allungando in tutti e due i percorsi il viaggio di almeno due ore di volo in più all'andata e al ritorno. Cosa che non accade per quanto riguarda i vettori Cinesi, i quali sono liberi di utilizzare lo spazio aereo Russo per poter arrivare in Europa. Ciò impatta direttamente sui costi per singolo volo della compagnia, e sui prezzi dei biglietti aerei diretti delle compagnie europee, i quali saranno più alti rispetto alle compagnie Cinesi, libere di abbassare i prezzi quanto vogliono per attirare i turisti Europei verso la Cina e oltre.
In tutto il web girano prepotentemente pubblicità di voli a basso prezzo verso il Giappone, la Corea, Thailandia e Sud-Est asiatico con scalo negli aeroporti cinesi, e questo ha stimolato ulteriormente la domanda dei turisti verso l'Estremo Oriente. Come in questa foto, prendendo la tratta Milano- Tokyo con scalo in Cina:
Ed ora, la stessa tratta ma senza scalo in Cina:
Come possiamo osservare, il periodo preso in questione è comunque di alta stagione, ma fuori dal picco estivo dei mesi di Giugno, Luglio e Agosto. Pur avendo il vantaggio del volo diretto, il volo della compagnia Giapponese ANA, con andata e ritorno, costa il quadruplo rispetto ai voli con scalo in Cina. Monitorando i prezzi, il gap si riduce fino al doppio del prezzo per il volo diretto rispetto al volo con scalo se si vuole prenotare con più anticipo. Anche Finnair, la compagnia aerea Finlandese, che ha basato il suo Hub di Helsinki apposta per poter essere uno snodo dei voli tra l'Asia e l'Europa, pur avendo spesso offerte che coincidono con quelle delle compagnie Cinesi, soffre il fatto di non poter più usare lo spazio aereo Russo.
Inoltre, le compagnie Cinesi, in linea con le compagnie del Golfo Persico e con i Full Carrier Asiatici ben più noti come EVA, Singapore Airlines e Cathay Pacific, offrono ai loro passeggeri la possibilità di soggiornare in maniera conveniente nelle città Cinesi, sempre nell'ottica di dare un impulso al turismo estero ed un immagine della Cina ben diversa, sperando che nel tempo ci si dimentichi che la Pandemia da Covid-19 è partita proprio da una di queste vibranti città della Repubblica Popolare, ovvero Wuhan.
Con la popolarità in crescita della cultura e del soft power dell'Estremo Oriente in Europa, i volumi sono destinati ad aumentare sempre di più, ma il vantaggio di questo mercato sembra essere unidirezionale.
L'Europa, per sfortuna e/o miopia, a seconda dei punti di vista, si ritrova schiacciata, e le proprie compagnie costrette sempre di più a chiudere le rotte, pur avendo a disposizione aeromobili molto efficienti come Airbus A350 e Boeing B787. Sono strategie che non sono affatto nuove, dato che le compagnie del Medio Oriente a suo tempo hanno basato le loro flotte di aerei proprio sul dumping del biglietto aereo con comodo scalo, e il Drago Cinese ha copiato questo business model e tratto vantaggio dalle regole del gioco appena cambiate post-pandemia.
Per dare un idea della capillarità delle rotte Europa-Cina, prenderemo in esame un aeroporto Italiano, ovvero l'Aeroporto di Milano Malpensa, e i propri voli verso la Cina Continentale (Includendo Hong Kong e Taiwan) prima del 2020:
E le rotte ad oggi (2025) aperte ed operate:
Per quanto l'unico volo del vettore Italiano
Neos verso Nanchino, presente sia oggi che prima del 2020, le rotte operate all'epoca erano molto poche rispetto alla situazione odierna, e ad Air China e Cathay Pacific (Hong Kong), si sono aggiunte EVA Air, China Southern Airlines, Hainan Airlines e Juneyao Air. Sfruttando la domanda ricca e robusta presente da ambo i lati, l'aeroporto Milanese ne trae vantaggio in termini di Network, in capillarità delle frequenze, e la situazione non impedisce ai vettori asiatici
concorrenti di controbattere (vettori come THAI, ad esempio), mentre i carriers orientali attraggono massa critica da smistare verso il Giappone in primis, e poi verso la Thailandia, Indonesia, Vietnam, Corea del Sud, Filippine ecc...
Ho preso in considerazione Milano perchè è più vicina a noi Italiani e dà un esempio diretto a tutti i passeggeri che usufruiscono delle nuove rotte, ma la situazione è la stessa anche prendendo come esempio le capitali Europee come Roma (una delle primissime città ad avere avuto pre-covid un network capillare verso la Cina) Parigi, Barcellona, Madrid, Londra, per citarne alcune.
Le incognite di medio e lungo termine su questo trend sono da ricercare principalmente nella situazione geo-politica tra Russia e Ucraina, con la possibilità della fine delle ostilità futura da ambo i fronti, ci si chiede se ciò potra rimettere i carriers Europei ad armi pari a quelli Cinesi. Quello che è certo, è che questi voli non sono stati aperti per sparire dall'oggi al domani, ma per rimanere e sviluppare qualcosa di più simile a quello che avviene ora nelle rotte transatlantiche tra Europa e Nord America.
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