La crisi di Boeing sembra non trovare una fine ed una soluzione facile nei tanti problemi e nelle difficoltà del costruttore americano.
Boeing affronta una crisi interna senza precedenti storici, e non sembra un evento di breve risoluzione, tantomeno un periodo in cui non verranno effettuati grossi sacrifici per rilanciare l'azienda.
Dalla fusione ormai lontana con l'antica rivale McDonnell-Douglas, datata 1997, al progetto Boeing 737MAX e con i relativi incidenti fatali del 2018/19 (discussi Qui , in questo spazio, non molto tempo fa), conditi infine dal portellone staccatosi in aria, avvenuto a Gennaio di quest'anno solare 2024, in cui è stato coinvolto un Boeing 737MAX-9, la credibilità e il mito del costruttore di Seattle sono messe a dura prova dall'asfissiante pressione mediatica, dalle dure critiche di esperti del settore aviation e dai vertici delle compagnie aeree, quest'ultimi molto preoccupati ed arrabbiati per la crisi e i rallentamenti delle consegne degli aerei ai carriers da parte di Boeing.
Il recente incidente avvenuto ad un Boeing 737MAX-9 della compagnia americana Alaska Airlines ha prodotto una forte reazione mediatica contro il costruttore a stelle e strisce, e ha prodotto come conseguenza una revisione interna di tutte le procedure interne alle linee di montaggio degli aeroplani, in particolar modo riguardo la safety e il quality control dei materiali e dell'assemblaggio dell'aeroplano all'interno della linea, dovute all'indagine FAA avvenuta sia nelle indagini relative all'incidente che nell'ispezione alle fabbriche dell'azienda. Ciò ha prodotto ulteriori rallentamenti delle consegne degli aeromobili attualmente in produzione (737MAX, 777X e 787), alterando e/o modificando i piani delle compagnie aeree nel breve e medio termine, legate a doppio filo con le difficoltà della casa americana e dalla saturazione e difficoltà nel soddisfare le consegne previste nei prossimi anni delle linee produttive della casa europea rivale, ovvero Airbus.
Le difficoltà non sono solamente nel ramo dell'aviazione civile, ma anche nella divisione spaziale: la capsula Starliner ha incontrato difficoltà tecniche nel suo terzo lancio orbitale, tali da trasformare un viaggio di soli 3 giorni all'interno della Stazione Spaziale Internazionale, ad una permanenza di 6 mesi, con rientro sulla Terra che avverrà a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX. Inoltre, per aggungere altra carne al fuoco, è notizia di questi giorni la considerazione della casa di Seattle di vendere il ramo aerospaziale per rientrare nei costi e nei debiti della compagnia saliti a 25 miliardi di dollari USA.
L'ulteriore ostacolo nel cammino in salita del costruttore USA è il recente sciopero dei 33000 dipendenti Boeing nelle linee di Seattle e Renton, tutt'ora in corso. I dipendenti, assieme alle forze sindacali, hanno rifiutato diversi contratti al rialzo compensatori del fatto che i piani e i fondi pensionistici offerti dalla compagnia ai dipendenti sono stati persi e rivendicati tutt'ora dagli stessi. Questo sciopero castra ulteriormente le linee di produzione nello stato di Washington ai modelli B737MAX, B777 e B767F, ed ha portato alla decisione del nuovo CEO Kelly Ortberg di tagliare la forza lavoro di 17000 dipendenti, ovvero il 10% della sua attuale forza lavoro, e di rinviare la prima consegna del primo Boeing 777X al 2026 e di terminare la produzione del Boeing 767 nel 2027.
Se per Spirit Aerosystems, azienda terza fornitrice delle fusoliere del Boeing 737MAX, si è raggiunto un accordo di acquisizione da parte di Boeing per 5 miliardi di $, integrandola nella compagnia, non si può dire lo stesso per alcune aziende terze legate a Leonardo, principale azienda aerospaziale Italiana e fornitrice di Airbus e Boeing. Sono stati posti sotto sequestro circa 6000 manufatti legati alla catena di montaggio della fusoliera del Boeing 787 situata a Grottaglie, in Puglia, ritenuti non conformi e con parametri di sicurezza ben inferiori rispetto a quanto garantiti, dovuto anche a difformità dei materiali con i quali sono stati costruiti, ovvero alluminio e titanio. Inoltre, questi fornitori avrebbero sversato grandi quantità di rifiuti pericolosi e tossici nell'ambiente pugliese che avrebbero contaminato suolo e sottosuolo.
Un quadro molto insidioso e preoccupante per uno dei principali costruttori mondiali di aerei di linea, ormai lontano dai fasti di un tempo dove era osannato per la qualità, affidabilità e sicurezza dei suoi aerei divenuti icone dell'industria del trasporto aereo, e non solo per i dividendi e per il suo prezzo di listino nel Nasdaq.

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