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La recente premiazione di Roma-Fiumicino come uno dei pochissimi scali al mondo insignito delle 5 stelle di Skytrax, ha lasciato in sordina un tema molto attuale del nostro paese: la qualità dei servizi è migliore se gestita da privato, in Italia?
E' un dibattito spesso sotto i riflettori nostrani, dove si cerca sempre di tirare acqua verso il proprio mulino: da una parte chi desidera avere uno stato che dispensa fondi per servizi da considerare pubblici, pur mantentendo un'alto standard dei servizi, quindi giustificando l'investimento con i soldi dei contribuenti; dall'altra parte chi invece ritiene sia giusto lasciare al privato gestire costi e denaro da smuovere, evitando di coinvolgere i soldi dei risparmiatori dirottandoli su altri progetti (non sempre ciò si rivela un'ottima scelta quest'ultima, nel nostro paese).
In questo breve post ripercorriamo il percorso di lifting che lo scalo di Fiumicino ha affrontato per poter essere riconosciuto dalla società Skytrax un aeroporto "a 5 stelle", ossia il massimo riconoscimento per qualità dei servizi e trasporti.
Breve disclaimer doveroso: Skytrax è si, la nota società di rating per la qualità dei servizi di Aerolinee e Aeroporti, ma è anche sotto i riflettori per delle controversie mosse degli esperti e frequent flyers di aviazione, i quali la accusano di favorire certe compagnie aeree e certi aeroporti in cambio di lauti "conguagli economici". Detto questo, non intendo affatto definire il rating di Skytrax "carta straccia", ma di non farvi affidamento in tutto e per tutto.
Fatta questa premessa, cominciamo il riepilogo: tutto nasce dal noto Incendio del 2015 al Terminal 3 dello scalo romano, il quale bloccò e limitò le operazioni all'interno dell'aerostazione per un breve periodo di tempo. All'epoca fece un gran clamore mediatico, come per tutte le cose che gravitano attorno alla Capitale, tanto da spingere i vertici di molte compagnie a rilasciare le seguenti dichiarazioni molto pesanti (cito una parte di un vecchio post di @RilancioMxp qui: https://rilanciomalpensa.blogspot.com/2015/11/fiumicino-incendio-dichiarazioni-e.html) :
"L'Aeroporto di Fiumicino fornisce una esperienza di viaggio povera, con conseguenze negative sui livelli di puntualità e soddisfazione dei clienti, all'interno di un trend in deterioramento a causa dei livelli eccessivi di crescita di capacità"EasyJet
"...il nostro è un piano di rilancio complesso, in uno dei settori a maggiore competizione in Italia e nel Mondo, l'Aeroporto di Fiumicino non è ancora una struttura adeguata a fungere da Hub di una compagnia con le nostre ambizioni..."
Silvano Cassano, ex-AD Alitalia
Un danno d'immagine notevole per lo scalo, e un ulteriore imbrattamento dell'immagine della città di Roma, città storica, bellissima e piena di turisti ma con servizi non all'altezza di una capitale europea (es.ATAC).
Da lì in poi è stato tutto un divenire: il masterplan attuale, ovvero quello fino al 2030 prevedeva la costruzione di due nuovi Moli, uno per i voli Extra-Schengen, e l'altro riservato ai voli nazionali ed interni, con design e stili completamente diversi dall'aerostazione precedente, con punti di riferimento i grandi spazi, la luce e le vetrate.
Con il passare degli anni è stato prima inaugurato il nuovo Molo internazionale e la nuova area sterile, e poi si è passato al rinnovamento dell'area Check-In e Arrivi, per poi finire nell'apertura del nuovo molo nazionale nel 2022. I lavori di ristrutturazione ancora in corso sono nel precedente molo dedicato ai voli Europei, o Molo B.
In pochissimi anni si è passati dall'avere uno scalo criticato dalle compagnie aeree e dalla clientela, ad uno scalo con una qualità dei servizi notevole e rinnovata in tutto e per tutto, tanto da essere definito dai cittadini romani "una delle poche cose che a Roma funzionano bene". Non male!
E qui apriamo il vaso di pandora: nonostante ADR sia di proprietà del gruppo Mundys ( ex Atlantia/Benetton) da moltissimi anni, ci è voluto un incendio per rimettere mano ad una aerostazione considerata fatiscente all'epoca. Qualcuno potrebbe addirittura fare un paragone infrastrutturale molto dark con il crollo del Ponte Morandi di Genova, all'epoca sotto concessione di Autostrade per l'Italia, la quale era in mano proprio all'ex gruppo Atlantia, e la successiva costruzione del nuovo Viadotto San Giorgio.
A mio parere, è un paragone che calza fino ad un certo punto: è vero che il modus operandi del nostro paese, per quanto riguarda i servizi pubblici, ormai da anni, sia un pericolosissimo "aspetta che succeda il disastro cosi ci rimettiamo mano spendendoci di meno", tant'è che abbiamo avuto diverse prove in questi ultimi anni, ma è anche vero che stiamo parlando di due infrastrutture con una storia agli antipodi: il Ponte Morandi nacque già con difetti di costruzione tali per cui necessitava di una manutenzione onerosa e costante nel tempo, cosa che, invece, lo scalo di Fiumicino non ebbe affatto. Gli aeroporti Italiani, inoltre, sono tutti demanio statale dati in concessione ad aziende private o meno per quanto riguarda la gestione dell'intera infrastruttura.
Non avendo la sfera di cristallo, tantomeno una competenza tale da ritenere se sia meglio privatizzare tutto il settore delle società di gestione degli aeroporti o lasciare che lo stato centrale abbia ancora margini di manovra, come nel caso di AENA in Spagna, lascio a voi lettori il beneficio del dubbio, sperando di poter avere un dibattito costruttivo qui sotto, oppure sui canali social!

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