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Riassunto annuale sui dati di traffico Italiani fonte Assaeroporti e Aeroporti 2030, prendendo in esame i primi 8 aeroporti della classifica e confrontandoli fino ai minimi dettagli.
L'anno solare 2022 ha visto la piena ripresa dei viaggi e del mondo del turismo in generale, e il mondo del trasporto aereo è riuscito a sostenere l'enorme richiesta di biglietti aerei e di re-inserimento dei voli soppressi dalla pandemia di Covid. Non senza intoppi, come abbiamo potuto constatare, dati i problemi di re-inserimento e carenza del personale di terra e handling in moltissimi aeroporti europei, e dei numerosi scioperi di quest'ultimi in ambito contrattuale e salariale, oltre a quelli del personale di volo e degli enti del traffico aereo.
I volumi di traffico nazionali e continentali lato UE sono ritornati ai livelli pre-2019, e in diversi aeroporti, il traffico è addirittura superiore rispetto a qualche anno fa, mentre arranca ancora il dato sui passeggeri registrati Extra-UE, penalizzati dalla lenta riapertura delle rotte asiatiche, e in particolar modo le rotte verso la Cina. Visto il rapido abbandono della politica Zero Covid del governo Cinese, si auspica per questo 2023 una ripresa alquanto veloce delle rotte verso la Greater China.
Seppur a saldo negativo, non si può definire del tutto negativi i dati del traffico intercontinentale: la domanda di voli Italia-USA e Italia-Penisola Arabica è esplosa, ed ha superato i livelli pre-pandemici, con il prospetto di consolidarsi quest'anno.
Con la ripresa dei voli passeggeri di Lungo Raggio, lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina, e il calo della richiesta di merci rispetto al periodo pandemico, il settore Cargo registra un dato in lieve calo rispetto al 2021, ma con volumi abbondantemente sopra al 2019.
La guerra impatta molto sulla pianificazione delle rotte, e in particolar modo i viaggi verso il Giappone e Corea del Sud, dove con il sorvolo della Siberia si risparmiano circa 2h e 30 min di volo se si programma il volo seguendo la "via della seta"; fino a 4h di volo in più se si decide di utilizzare la rotta Polare, che prevede il sorvolo del polo nord geografico: tanto tempo aggiunto se si considerano anche gli aumenti inflazionistici e del carburante.
Detto questo, analizziamo per comodità i primi 8 scali italiani lato movimenti, passeggeri e merci:
Tabella PAX, Movimenti e CARGO

Volumi di traffico PAX in % Totale ITALIA
I numeri mostrano come, ad eccezione di Venezia, Linate e gli eterni primi due in classifica Fiumicino e Malpensa, quasi tutti gli aeroporti Italiani abbiano raggiunto, seguendo un rimbalzo a forma di V, il livello di traffico pre-pandemico, se non superandolo come nel caso di Napoli Capodichino, il quale ha registrato un forte boom del turismo, segno della crescita di Napoli come attrattiva turistica internazionale, e il recente upgrade di United di frequenze per Newark, inserendo una seconda frequenza giornaliera (!) che va da giugno a settembre verso l'area partenopea.
A fare da grimaldello nello scacchiere Italiano è come sempre Milano/Bergamo Orio al Serio, forte del suo partner che si è imposto come prima linea aerea nazionale, ovvero Ryanair. Nonostante abbia ancora un negativo di poco più del 5% rispetto al 2019, il tentativo di diversificazione dello scalo orobico sembra interessante come nuova frontiera di sviluppo (fatta eccezione per taluni soggetti neo-italici o presunti italici con il focus sul "taglia e cuci" del proprio network, che tanto il padrone ricicla sborsa i soldini), un esempio è FlyDubai e Air Arabia verso i due aeroporti dell'emirato di Dubai, oltre all'interessantissimo collegamento di SpiceJet verso Amritsar (via Tblisi con B737MAX).
Catania ritorna a fare la parte del leone nel panorama siculo, e a discapito di certi individui con competenze pressochè nulle che lo etichettano come "Hub", lo scalo continua la sua crescita, nonostante tutto, mentre Bologna segna quasi un -10% rispetto al 2019, che non è da vedere come un dato negativo al momento, visto il rinnovo fresco appena siglato dallo scalo Bolognese con la sempiterna Ryanair fino al 2027.
Arrivando alle note dolenti, passiamo per quelle più ovvie e ragionevoli: Fiumicino e Malpensa. I due scali risentono degli strascichi post-covid di grauale riapertura del mercato Asiatico , e se nel caso di Malpensa si può dire che lato passeggeri ITA e UE abbia recuperato, anzi superato i livelli pre-covid, non si può dire lo stesso di Fiumicino, il quale risente della zavorra ridimensionata chiamata Alitalia/ITA.
Lato passeggeri intercontinentali si nota un fortissimo recupero dal 2021, e un differenziale tra i due molto più ravvicinato che in passato. Fiumicino l'estate scorsa, e in questa, potrà contare su un numero spropositato di voli Intercontinentali verso il Nord-America, contando sulla riapertura delle rotte Cinesi e sul consolidamento sulle rotte ormai storiche verso il Brasile e l'Argentina.
Malpensa dal canto suo conterà si, su un numero inferiore di voli verso il Nord e Sud America, ma su un estesissima e fitta rete verso il Medio Oriente e Asia Centrale, sperando sulle riaperture asiatiche su rotte importanti come Hong Kong, Shanghai e Bangkok, in aggiunta alla nuova rotta verso Taiwan made in Eva Air.
Venezia sconta ancora un gap molto elevato sul pre-pandemia, nonostante lato pax Italia abbia superato i volumi precedenti. Segno che manca ancora una forte componente internazionale sulla Laguna, mentre Linate, nonostante abbia recuperato verso la fine dell'anno, è ancora distante dai 9 milioni di pax annui registrati nel 2018* (*siccome nel 2019 è rimasto chiuso per lavori per 3 mesi*).
Segno della debolezza dell'attore principale, oppure di uno shift interno di mercato nel serragliato e competitivo sistema Milanese?
Il Market Share del mercato italiano grossomodo è rimasto invariato, con Fiumicino che, da solo, rappresenta il 17% del mercato Italiano, ben lontano dal 23% del 2019, seguito da Malpensa con circa il 13%, la quale è vicina al 14,5% registrato nel 2019*. Bergamo guadagna un 1% in più di fetta di mercato, mentre Catania scende al 6% a discapito della crescita di Napoli al 6,6%. Male Venezia e Linate rispettivamente con il 5% e il 4,7% circa di share.
Continuiamo con l'analisi dei dati PAX:
Tabella PAX Voli NAZIONALI (Italia-Italia)
Tabella PAX voli UE (Italia-UE)
Tabella PAX voli EXTRA UE (Italia-EXTRA-UE)
Lato traffico sui voli interni, Catania "perde" il trono a discapito di FCO, che ritorna ad essere il primo nella classifica, seppur con valori di gran lunga inferiori rispetto al passato, e non soltanto per quanto riguarda "Le cronache di Alitalia/ITA", ma anche per quanto riguarda il vero concorrente dei voli interni con durata inferiore all'ora di viaggio, e cioè il Treno Alta Velocità (TAV).
Malpensa si riconferma in terza posizione, superando i valori pre-covid nonostante la morte di uno "IATA Carrier" disposto a fare transiti, come Air Italy, e mantenendosi davanti all'altra punta sicula non inquadrata, e cioè Palermo con 5.183.253 passeggeri. Linate e Napoli sono a pari merito quinto e sesto nella classifica, seguiti da Bari (3.505.238 pax) che tiene dietro Orio al Serio.
Quest'ultimo non brilla particolarmente nei volumi interni, cosa che si inverte lato UE, arrivando persino a tallonare un gigante come Malpensa (8.763.178 di MXP contro 7.637.640 pax di BGY), segno che il mercato Milanese si sta polarizzando internazionalmente, lato continentale, sui due scali agli estremi ovest ed est dell'area metropolitana.
Il primo della classifica è sempre Fiumicino, che distacca enormemente tutti gli altri aeroporti italiani, centralizzando tutto il traffico UE dell'area Romana su di se. Napoli scavalca Venezia e Bologna anche sul dato dei passeggeri UE, mentre Catania e Linate si attestano su numeri più bassi.
Se nell'area Milanese vi è una forte concorrenza e divisione dei volumi di traffico interni e UE, dove la Brughiera resiste contro la tigre orobica e l'Idroscalo, l'Extra-UE è invece "cosa sua" e di Fiumicino, dato che distaccano con facilità tutti gli altri attori della Penisola, lasciando le briciole.
Un dato interessante che si può cogliere è Bergamo, che recupera su Venezia sul lato passeggeri extra-Schengen, il dato più schiacciante della crisi dell'aeroporto Lagunare, che può contare solamente sui voli stagionali per il Nord America e del volo per Dubai di Emirates.
Una considerazione sui dati dei voli Extra-UE è l'aggiunta o trasferimento dei volumi di traffico del Regno Unito verso questa classifica, in aggiunta a quelli della Svizzera e del'Albania, paesi Europei fuori dal patto di Schengen.
Analizziamo ora i movimenti aerei e le merci:
Volumi di traffico MOVIMENTI in % Totale ITALIA
Volumi di traffico CARGO in % Totale ITALIA
Lato movimenti Fiumicino e Malpensa sono abbastanza ravvicinati (14,5% contro 12,7%), seppur siano lontani dai movimenti pre-pandemici (Fiumicino in particolare). Linate si mantiene saldamente in terza posizione con quasi il 7% dei movimenti, reo di essere il primo aeroporto italiano per voli privati e business, tenendo dietro Bergamo con il 6% dei movimenti. Seguono Napoli con il 5,7%, Venezia e Catania, rispettivamente entro il 5% dei movimenti, e infine Bologna con il 4,8%.
Nelle merci il dato è tutto a pannaggio di Malpensa, che movimenta il 65% (i 2/3 del totale) di tutto il parcel che transita in Italia, tanto da risultare quasi in una classifica a parte.
Fiumicino segue con il 12,7% delle merci (140.603t ), dato in ripresa rispetto al periodo d'oro 2020-2021, forte del ritorno dei voli Intercontinentali, con le loro stive da riempire. Seguono Bologna, Brescia (Hub PosteItaliane che ha movimentato 38.946t) e Bergamo, lontano dai numeri del passato dovuto al trasferimento di DHL a Malpensa. Si spera che il nuovo magazzino di UPS possa colmare, con il tempo, tutto il traffico perso, o perlomeno, in parte. Da segnalare nei principali scali cargo del paese Pisa (14.766t), Ciampino (14.777t) e Napoli (12.222t).
In aggiunta, ecco l'andamento del traffico passeggeri registrato di anno in anno (fonte Wikipedia agg.to 2022)

Con quest'ultimo grafico tiriamo le somme sull'anno appena conclusosi, ripercorrendo anche ciò che ci siamo detti tempo fa, prima della ripresa generale del traffico:
- Il mercato aereo si è ripreso con una velocità a dir poco impressionante, addirittura comportandosi meglio rispetto a tutto ciò che gli analisti più esperti avevano invece sottostimato, prevedendo una ripresa più lunga e dilazionata. Ha influito certamente il periodo di incertezza sulle aperture e sugli andi e rivieni delle norme sui viaggi (le quali si spera che in futuro non vengano riproposte, specie per certe regole in particolare applicatesi in Italia lo scorso anno). Il fattore che ha scosso tutti è stata la voglia di ritornare a viaggiare da parte dei consumatori, più di prima e con un trend molto più legato alla stagionalità, con le Low Cost in prima fila.
- In considerazione di quest'ultime, si può ormai dire che il mercato Italiano è a trazione Low-Cost, le quali sono presenti in quasi tutti gli aeroporti italiani con una rete fitta e capillare su Italia, Europa e Mediterraneo, facendo battere in ritirata i vettori Legacy continentali nelle proprie roccaforti, nonostante si sia registrato anche da parte loro una rimarcazione maggiore dei loro voli sul territorio Italiano
- Mea Culpa: il mercato di Roma si è ripreso fortemente dal deserto degli ultimi due anni, eppure c'è ancora un vistoso gap rispetto a quanti passeggeri movimentava nel 2019 ( circa 49,5 milioni di pax contro 32,8 mln del 2022). Il ridimensionamento di Ciampino a favore del fratello più grande può favorire una ulteriore crescita e sviluppo a trazione unica, oppure rischia di mettere in concorrenza l'attore para-statale contro le Low Cost ancora più di prima?
- Milano si riconferma primo sistema aeroportuale d'Italia con 42,2 milioni di pax, con un sistema a 3 in cui Bergamo (o Milano/Bergamo) continua a far crescere il proprio peso nel sistema, a discapito di un Linate in declino ed in difficoltà a far riempire gli aerei.
E questo è tutto, spero vi abbia intrattenuto ed interessato questa disamina sui dati di traffico dei nostri principali aeroporti italiani, come sempre invito, nello spazio commenti oppure su Twitter, a commentare e/o ad aggiungere vostre analisi, opinioni e fatti sui dati 2022! Alla prossima, con un nuovo appuntamento a brevissimo!
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