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| Spirit Airlines |
La crisi energetica scombussola i piani delle compagnie aeree, e se si prevedeva un anno con crescita lieve a livello globale, si rischia un anno a crescita zero con vittime sacrificali all'altare.
La guerra in Iran ha accelerato un processo già in atto negli ultimi anni di ripresa post-Covid, con le compagnie aeree che registrano utili record nonostante la cronica carenza di aerei nuovi, dovuta alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, l'inflazione in materia di costi operativi, la chiusura di spazi aerei che allungano le rotte ortodromie tradizionali (Ucraina, Russia per i vettori occidentali, Medio Oriente, Pakistan e Sudan), e dulcis in fundo il prezzo del petrolio, il quale influenza il prezzo del cherosene, rimasto per alcune settimane su valori oltre i 150$ per barile.
Le compagnie del Medio Oriente rimaste coinvolte nel conflitto, in ordine Emirates, Qatar Airways, Ethiad Airways, Air Arabia, FlyDubai, Gulf Air e Kuwait Airways, dopo le prime settimane in cui sono state costrette a fermare quasi la totalità delle loro flotte nelle loro basi e all'estero, gradualmente stanno riprendendo la piena operatività dei propri network, ma i danni sul turismo e sull'immagine della zona sarà ben più lunga da recuperare. Infatti, attualmente si possono trovare offerte molto allettanti per transitare via Hub del Golfo (Dubai, Doha ed Abu Dhabi in primis), scelta fatta per poter riempire gli aeroplani attirando di nuovo i turisti e frequent flyers persi a causa della guerra.
Le compagnie del Golfo Persico quasi sicuramente stanno investendo a fondo perduto pur di dare una parvenza di normalità, consci del fatto che il petrolio, seppur costoso, è a Km zero e totalmente a loro disposizione, e i padroni lo sanno benissimo. Il rischio è quello di contare completamente sulle loro forze pur sapendo dell'imprevedibilità della sicurezza dei loro spazi aerei, e dell'umore di prima mattina dei leader di USA, Israele e Iran.
Lo Stretto di Hormuz chiuso e minato è un collo di bottiglia pericoloso per la stabilità mondiale: le compagnie del Sud-Est Asiatico, le più colpite dalla Guerra, hanno ridotto i voli e tagliato frequenze sui voli interni per poter salvaguardare le riserve di carburante per i prossimi lunghi mesi, in Europa si sta assistendo a tagli di frequenze e ri-assestamenti interni alle compagnie: Lufthansa ha chiuso il marchio regional Cityline, composto da 27 CRJ-900, prima Bombardier ora in mano a Mitsubishi. Aerei a terra, dismessi, e personale da ri-allocare in aerei della flotta esistente. Inoltre, ha accelerato la dismissione di velivoli a Lungo Raggio come il Boeing 747-400 e l'Airbus A340-600, velivoli validi seppur obsoleti e più costosi da mantenere, mantenuti a lungo anche per la carenza di velivoli nuovi a Lungo Raggio consegnati.
La prima vittima eccellente di questa crisi è Spirit Airlines. E' notizia di pochi giorni fa (2 maggio 2026) che la compagnia Ultra Low Cost americana è andata in bancarotta, e tutti i piani per poter salvare la compagnia, in difficoltà economica dal 2024, sono stati rifiutati. Aerei a terra (131, tra Airbus A320/321 di vecchia e nuova generazione), passeggeri da ri-proteggere, personale che dal giorno alla notte si trova senza lavoro, e un vuoto di mercato che dovrà essere colmato. E non sarà l'unica.
Quindi, tirando le somme: consegne di nuovi aerei lente, inflazione, spazi aerei chiusi o a corrente alternata, petrolio alle stelle e una grande domanda di viaggi via aereo da soddisfare. La tempesta perfetta dove resiste solo chi è più forte economicamente.
La resilienza della domanda sarà il fattore chiave per capire che tipo di crisi sarà stata, cioè una situazione temporanea che verrà subito colmata nel caso la guerra finisca, come per le precedenti Guerre del Golfo o post 11 Settembre 2001, oppure se sarà una ripresa più lenta e sistemica, come la crisi del 2008 o del 2020. Nessuno ha la sfera di cristallo in mano, nessuno sa cosa può succedere domani, e se dal canto suo molte compagnie aeree navigano a vista per molti aspetti operativi e finanziari, dall'altro lato gli equilibri geopolitici ed economici influenzano le scelte per i prossimi mesi e anni. Il mercato aereo è forte, le persone vogliono viaggiare sempre e di più rispetto al passato, e saprà riprendersi anche da situazioni delicate come queste.

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