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L'incertezza mondiale si accentua sempre di più, e non soltanto lato geo-politico, ma anche economico, con il gioco del metti e togli i dazi da parte americana, e ciò potrebbe compromettere la crescita continua del settore a lungo termine, pur mostrando ottimi segnali di resilienza.
L'ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca non poteva iniziare nel peggiore dei modi: dopo il famigerato "Liberation Day",e ad esso connesso i dazi inflitti a tutto il mondo, il trasporto aereo ha incontrato una nuova minaccia, molto più subdola e quasi sado-masochista. Se le prenotazioni Europa-USA hanno registrato un calo della domanda dei passeggeri verso gli Stati Uniti, per instabilità o paura di essere bloccati alla frontiera, non si può dire lo stesso per quanto riguarda le prenotazioni viceversa: i cittadini USA vogliono sempre di più visitare l'Europa, ed in particolare l'Italia.
Il Bel Paese è lo stato area Euro ad aver risentito di meno rispetto ai colleghi Europei del calo della domanda "outgoing", e continua a registrare numeri record di presenze turistiche, e la risposta più evidente è il successo delle nuove rotte USA-Italia aperte di recente (Maggio 2025). Seppur la domanda resta forte, le incognite sul mantenimento delle rotte cardine anche durante la stagione invernale rimangono, proprio per l'imprevedibilità degli eventi successi di recente.
I dazi influiscono anche sui costruttori di aeromobili: con le contro-mosse viste in atto in risposta ai dazi USA, la Cina ha sospeso per un periodo non breve le consegne di nuovi aeroplani Boeing alle principali compagnie Cinesi, le quali sono clienti molto importanti per la casa di Seattle, con un catalogo di aerei da consegnare nei prossimi anni non indifferente.
Non solo: le nuove consegne di aeroplani sia di Airbus che di Boeing sono "sovra-prezzate" dal dazio imposto a seconda del paese: Delta Air Lines, una delle 3 Major USA, al momento sta ricevendo i nuovi Airbus A330Neo non tramite volo diretto di consegna Francia-USA, ma con volo Tolosa- Tokyo- USA, bypassando in gran parte i dazi inseriti. Inoltre, i recenti dazi su acciaio ed alluminio aumenteranno i costi di produzione e il prezzo di listino dei nuovi aerei prodotti sia da Airbus che da Boeing, "costringendo" di fatto il ritorno futuro della Russia nei commerci internazionali post-guerra.
Il cargo ha registrato fluttuazioni tra i primi mesi del 2025 ed oggi, ed è un dato da monitorare attentamente, poichè molto spesso anticipa il trend futuro del settore aereo e dell'economia. Resta da capire se nei prossimi mesi il mercato si ri-assessterà sui livelli di crescita visti in precedenza, come una piccola turbolenza incontrata in crociera, oppure se ci aspettano altri periodi di "turbolenze" più o meno forti.
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