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Nubi all'orizzonte

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L'estate 2024 conferma quello che già era ampiamente previsto, ovvero il continuo della crescita post-covid e il superamento marcato dei numeri del 2019. Ma si stanno avvicinando all'orizzonte delle nubi piuttosto scure, e i segnali di indebolimento del mercato sono già in corso...

I primi segnali di indebolimento del mercato si stanno già osservando: diverse compagnie aeree hanno evidenziato un calo degli utili netti nel secondo trimestre dell'anno, e il CEO di Ryanair, Michael O'Leary non ha tardato ad esclamarlo.

"La compagnia aerea low cost irlandese ha registrato un forte calo dei profitti nel secondo trimestre dell'anno, con un utile netto che si è ridotto a 360 milioni di euro, segnando un decremento del 46%. Questo nonostante un aumento del 10% del numero di passeggeri, che hanno raggiunto quota 55,5 milioni." (Milano Finanza)

Le politiche anti-inflazione dell'UE, insieme al calo fisiologico della stessa in questi mesi, hanno contribuito in gran parte al calo dei guadagni dei carriers europei, il quale si ripercuote anche nel calo dei prezzi dei biglietti aerei, i quali hanno subito un raddoppio del valore medio rispetto ad un biglietto aereo emesso nel 2019 in media.

Lufthansa, prossimo marito dell'erede di Alitalia, ovvero ITA, ha lamentato anche lei un calo netto degli utili per quest'anno, e le previsioni per il gigante tedesco sono persino grigie, dato che secondo le loro stime, quest'anno solare non verrà chiuso con un bilancio finanziario in positivo, in controtendenza rispetto al moderato ottimismo di inizio 2024, influenzato anche dai grandi scioperi del personale in casa LH.

Lufthansa ha tagliato le previsioni sugli utili per l'intero 2024 e che lo scenario "è sempre più sfidante" anche per costi unitari più elevati e prezzi dei biglietti in calo. L'utile operativo rettificato sarà tra 1,4 miliardi e 1,8 miliardi, in calo rispetto alla precedente previsione di circa 2,2 miliardi. Il flusso di cassa rettificato sarà significativamente inferiore al miliardo, rispetto all'obiettivo precedente di almeno 1 miliardo. (ANSA)

Insomma, il gruppo tedesco si avvia ad integrare entro pochi anni il vettore che più di tutti in Europa è sinonimo di inefficienza finanziaria, ovvero la ex-Alitalia che tutti chiamano ora ITA, credendo che sia bastato una mano di pennello ed un rebranding a cancellare il passato del vettore di bandiera a guida politico-statale. Lo stesso vettore italico che, trionfante, ha dichiarato ai quattro venti che il bilancio 2023 si è chiuso positivamente per la compagnia, con solo -5Mln€ di EBITDA, e -75Mln€ di EBIT, autogiudicandosi azienda "in salute" e "guarita". Peccato che, nelle aziende sane è la seconda voce, ovvero l'EBIT a far da padrone. 

Peccato che, se si analizza a fondo il bilancio ITA 2023, consultabile gratuitamente online, si noterà che sono stati contati nei ricavi, come voci operative (!), due elementi che non rientrerebbero affatto nei ricavi della compagnia, ovvero la rivalutazione di alcuni asset patrimoniali dell'azienda (Brand Alitalia, aerei, motori), stimato in 73Mln€; si aggiungono inoltre 38Mln€ di guadagni sui cambi, le quali imposte potranno non essere incluse nel bilancio. Includendo questi due dettagli, il bilancio reale della compagnia è stimato in -150Mln€ di EBIT circa, ben lontani dal considerare ITA un'azienda sana e dai preponderanti sogni di gloria perduta nel tempo.

In ottica di fusione con Lufthansa, la quale ha una ben altra gestione economico-finanziaria rispetto a quella de'noi artri, il quadro che emerge è preoccupante, specie se l'obiettivo prefissato da Carsten Spohr, CEO LH Group, è di rendere ITA di gran lunga profittevole in soli due anni! Vuol dire che, appena i tedeschi metteranno mani e piedi sul mercato a Sud del Brennero, dovranno per forza eseguire manovre economiche aziendali per rinforzare i ricavi, sempre bassi e che non godono del supporto dei suoi bassi costi operativi, tagliare laddove ITA perde ancora e cronicamente, e aumentare il patrimonio netto. 

Sembra poco, ma è tanto e traumatico per i nostri eroi di Roma, i quali hanno in tutti i modi corteggiato e illuso i tedeschi di star acquistando un gioiellino con gli aerei tutti nuovi e scintillanti, i quali inizieranno a pesare sempre di più a bilancio ogni giorno che passa, con un piano industriale fino al 2027 ritenuto in grado di poter sostenere l'azienda stand-alone (!).

In attesa di sapere e comprendere quali e quanti slots verranno rilasciati dagli aeroporti di Linate e Fiumicino, ben consci di aver perso denaro anche nell'anno più proficuo finanziariamente nella storia dell'aviazione, consapevoli delle nuvole nere in arrivo all'orizzonte, il "remedy taker" candidato per questi slot, ovvero Easyjet, ci informa che, nonostante abbiano registrato pure loro un calo delle tariffe aeree, la compagnia sia ritornata in salute finanziaria, in questo estratto:

"La compagnia ha registrato un utile lordo di 236 milioni di sterline (281 milioni di euro, al cambio attuale) per i tre mesi conclusi il 30 giugno. I ricavi sono saliti dell'11% a 2,63 miliardi di sterline, mentre i passeggeri nel trimestre passano da 23,45 milioni (nel 2023) a 25,32 milioni (+8%)." (Corriere)

Per la compagnia Low Cost Inglese, eterna rivale di Ryanair sono scongiurate le campane allarmistiche degli anni precedenti, in cui si era vista troppa prudenza nella riapertura ed espansione del network europeo ed un arroccamento nelle sue basi principali, invertendo già la rotta a partire dalla prossima stagione invernale. 

Nei prossimi mesi si capirà se la tendenza si acutizzerà o meno, a seconda di come le principali economie del pianeta reagiranno all'abbassamento dei tassi e dell'inflazione, e si capirà meglio come le compagnie aeree agiranno per affrontare la fine del periodo d'oro, ed il ritorno ad una situazione più simile al 2019, ma con tensioni geopolitiche importanti in corso in Ucraina e Medio Oriente, e al prezzo del petrolio il quale tutt'ora continua a rimanere alto, oltre poi alla venuta futura delle tasse per l'ambiente sui biglietti aerei a partire dal 2025 nell'area Euro-Schenghen. 

 

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