In questo post faremo un'analisi di ciò che è l'aviazione italiana oggi, andando oltre alle ben note vicende della nota ITA Airways (ex-Alitalia), buttando un occhio molto attento su quelle compagnie aeree Italiane le quali vengono, forse, erroneamente quasi-sempre considerate come estranee agli interessi di palazzo e del sistema Italia (da qui il titolo del post).
Ad oggi sono presenti sul suolo Italiano e battenti bandiera tricolore oltre ad ITA, le seguenti compagnie aeree passeggeri: Air Dolomiti, regional di proprietà del gruppo Lufthansa da diversi lustri; Neos, compagnia prettamente Leisure di proprietà del gruppo Alpitour; Aeroitalia, la realtà più recente e giovane del nostro paese assieme a SkyAlps, altra compagnia Regional che conta una flotta di aeroplani con motori Turbo-Prop, divenuti ormai una rarità ai tempi di oggi.
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Andando in ordine di grandezza delle flotte, possiamo iniziare con Air Dolomiti, regional con il cuore a Verona e con la testa a Colonia. L'espansione della flotta di Embraer E-190 ex-Lufthansa Regional, uniti a quelli già esistenti (E-195), porterà entro il 2025 ad avere ben 26 aeroplani con la propria livrea, con il piccolo ma non insignificante dettaglio di avere una flotta tutta immatricolata in Italia, scettro che un tempo era condiviso con Neos. Questa espansione si spiega sia con la volontà di LHGroup di voler far presidiare alla sussidiaria Italiana anche gli Hub secondari del Gruppo Lufthansa, ovvero Zurigo e Vienna, oltre alla dismissione degli E-Jets da parte del vettore tedesco per favorire la nascita del nuovo brand del Gruppo incaricato di presidiare i feed a Monaco, ovvero City Airlines, con flotta tutta Airbus A319.
Il nuovo assetto conferisce più libertà di azione alla compagnia veronese, permettendole di poter aprire le due basi di Venezia e Firenze, con possibilità future di poter aprire altre basi in Italia, con il fine ultimo di alimentare i voli Lufthansa e Star Alliance.
L'ingresso di ITA nel gruppo Tedesco come influenzerà la compagnia?
Potenzialmente le due future sorelle Italiane avranno una flotta congiunta di circa 120 aerei, cosi come erano le dimensioni della ex-Alitalia pre-Covid, e in molti si chiedono se gli E-Jets di Air Dolomiti verranno impiegati a rafforzare l'Hub di Roma, oppure avranno una missione differente, una sorta di piano B (smentito ufficiosamente da Spohr) attuale, oppure alternativo, che possa essere attuato indipendentemente dal giudizio Europeo sull'acquisizione.
Nel mentre che ci si interroga sulla mission futura della compagnia, quest'ultima affronta il conflitto con il proprio personale navigante, il quale da tempo chiede un rinnovo dei contratti all'interno della compagnia, e ciò si ripercuote nelle cancellazioni dei propri voli dovuti a motivi operativi o per scioperi del personale, divenuti più frequenti rispetto al passato, quando Air Dolomiti veniva considerata il gioiellino del gruppo LH per puntualità dei propri voli e per struttura aziendale.
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| Copyright by Aeronautica Militare |
Neos ha saputo sfruttare il periodo peggiore della storia dell'aviazione, con domanda di voli passeggeri praticamente azzerata, espandendo la propria flotta, composta ad oggi di 5 B737-800, 5 B737 MAX-8 e 6 B787-9 , assumendo sempre più personale e trasformando il suo core business da solo voli leisure o charter per conto del gruppo Alpitour, introducendo anche i voli di linea in destinazioni dove prima nemmeno si ipotizzava di poter operare, ed in particolare su rotte verso Kazakhstan, Cina, India, USA e Canada.
Ciò ha comportato un netto incremento del fatturato, intorno agli 800Mln di €, accompagnato da un utile netto di circa 45Mln, e l'utilizzo congiunto sia dei B737MAX che dei B787 conferisce anche una certa elasticità operativa in termini di range e di soddisfazione della domanda durante l'anno.
Seppur si definiscono una compagnia "senza particolari ambizioni", come viene sempre descritta dai vertici della compagnia, essa già vanta un network di rotte non indifferente, e seppur intenzionati a coprire l'interezza del mercato point-to-point Italiano, il focus principale delle operazioni Charter, Leisure etnico e di Linea, resta lo scalo di Milano Malpensa, dove tutto nacque nel lontano 2002. Le voci che si susseguono di ulteriori B787 in arrivo nel prossimo futuro (assieme ad altri 3 B737MAX confermati entro il 2025, salvo ulteriori ritardi dovuti a Boeing) per rafforzare la flotta ed aprirsi a nuovi mercati, sono in netto contrasto all'alone di "segretezza" e "mistero" con la quale Neos lavora, frutto di una forma-mentis che non è dedita a proclami ai quattro venti, ma alle azioni vere e proprie.
I dubbi che sorgono a molti sono principalmente due: l'apertura della compagnia verso mercati diversi dal charter intriga e /o (s)paventa la possibilità futura di un cambio radicale della vocazione principale della compagnia aerea, e cioè il passaggio completo da servizi charter/leisure a voli di linea in connessione, cosa che in piccolo già succede con il ponte aereo tra India e Canada e gli accordi con Easyjet e ITA per l'alimentazione dei propri voli di medio e lungo raggio. Se poi si considerano le affermazioni dei vertici sul proprio scalo di casa, definito "sacrificato per connettività, ma con potenziale incredibile", allora ci si interroga su quali saranno le mosse future della compagnia.
Il secondo dubbio riguarda i desideri del proprietario di Alpitour, ovvero TIP (Tamburi Investments Partners), il quale recentemente aveva aperto alla possibilità di poter vendere l'intero gruppo ad un altro soggetto privato, e tra i candidati possibili (oltre alle voci verso MSC) vi erano il gruppo Wamos (Leisure) e il fondo Certares, noto per essere un severo fondo speculativo. Possibilità di vendita che è stata spenta di recente, con il dietrofront dell'intenzione di vendere la maggioranza delle quote del noto Tour Operator.
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Di proclami invece se ne sentono in quantità dai "nuovi" arrivati, ovvero AeroItalia. La compagnia aerea dell'imprenditore Efromovich (Ex-Avianca) ha cambiato, e di molto, le sue basi, le sue rotte e la sua operatività sin dall'inizio delle operazioni, non senza polemiche verso gli scali italiani i quali hanno accolto la compagnia per un breve periodo di tempo (Forlì e Ancona). La sua mission è "risvegliare" le possibilità di un mercato interno Italiano che non sia sempre presidiato e sviluppato dalle Low Cost Europee, alternata alla sua concentrazione delle rotte verso le Isole (Sicilia e Sardegna) e le basi di Roma Fiumicino e Bergamo.
Seppur si definisce alternativa a Ryanair, Easyjet ecc..., essa applica lo stesso business model e le stesse tariffe da loro operate, con la differenza che le Low Cost Europee quantomeno possono offrire voli puntuali, riprotezioni, rimborsi e una certa semplicità nell'acquisto e gestione dei biglietti aerei, cosa che in AeroItalia ancora latita, nonostante cenni di miglioramento del servizio.
Nonostante le difficoltà incontrate come start-up vera e propria, la flotta è cresciuta fino ad arrivare a ben 12 aeroplani (ad oggi si contano ben 9 B737 NG, 1 737-700 e 2 ATR72 presi da Air Connect, piccola compagnia Rumena ora in forze ad AeroItalia), con in programma l'arrivo in futuro, oltre il 2025, di B787 per l'inizio delle rotte di Lungo Raggio verso l'America Latina, ritenuta dal CEO della compagnia Intrieri: "presidiata male dal vettore di bandiera".
Seppur ci si interroga sulla sostenibilità delle rotte operate dalla compagnia in concorrenza con vettori già affermati e con le spalle più larghe, dal business model intrapreso, oltre a molti mugugni sugli stipendi elargiti al proprio personale di terra e di bordo, non resta che osservare come la compagnia si evolverà, dato che è riuscita ad avere un bilancio 2023 in utile netto, seppur modesto. Un qualcosa di molto raro in Italia, date le premesse.
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Concludiamo il post con la più piccola tra tutte, ovvero SkyAlps, altra neonata del nostro paese. Essa nasce come compagnia regional a servizio dello scalo di Bolzano, attraverso i suoi 10 DHC Q-400 o Dash-8 verso destinazioni Italiane ed europee, con voli regolari di Linea o Charter.
Si può dire che è l'erede di ciò che era un tempo Air Alps, altra compagnia regional Italiana che operava voli interni ed europei con i Dornier 328 per conto proprio, o per conto della vecchia Alitalia a servizio degli Hub passati di Fiumicino e Malpensa. Il successo delle operazioni di SkyAlps deriva sia dalle operazioni charter, sia anche dagli scarsi collegamenti pubblici via ferro verso l'Alto Adige. Con l'apertura dei voli da Cuneo e Verona verso Roma, il destino sembra voler far ripercorrere le stesse orme del suo predecessore, accompagnandola un giorno ad un accordo con ITA e/o verso qualche altro soggetto interessato ad avere i propri voli alimentati con i loro performanti turboprop e, di questi tempi, anche green.





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