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| Bergamo Torre, foto del Corriere della Sera (Corriere.it) |
Riassunto annuale sui dati del traffico aereo Italiano nell'anno 2023 con fonti Assaeroporti e Aeroporti 2030, prendendo sotto la lente di ingrandimento i primi otto aeroporti della classifica e confrontandoli fino ai minimi dettagli.
Il 2023 ha osservato la piena ripresa dei viaggi per mezzo aereo, ritornando pienamente ai volumi di traffico pre-covid, ed in molti casi superando e distaccando pienamente la crisi pandemica.
Nonostante il perdurare di scenari geopolitici ostili, come la guerra Russia-Ucraina, e il ritorno alla ribalta internazionale di questioni ancora irrisolte, come il conflitto Israelo-Palestinese, la ripresa del traffico extra-UE è stata decisa e marcata, con il ritorno dei voli verso l'Asia, ed in particolare l'Estremo Oriente, cosi come la scoperta e lo sviluppo di nuovi orizzonti, come l'Asia Centrale e il Sub-Continente Indiano, il consolidamento dei voli verso il Nord, Sud America e verso la Penisola Arabica.
I volumi di traffico nazionali ed UE hanno sperimentato un consolidamento dei volumi osservati lo scorso anno, nonostante vi sia un implicazione maggiore nei voli nazionali, con la quasi-scomparsa di Wizz Air nel mercato domestico, per motivi meccanici (problemi ai motori sui nuovi Airbus A320/321 Neo) e di forte concorrenza sperimentati sul suolo nazionale, oltre alla ripresa di una propria fetta di mercato del principale operatore italiano, ovvero ITA Airways.
Le prospettive verso il 2024 sono buone: salvo scenari di recessione economica paventati all'orizzonte e crisi commerciali e logistiche (Canale di Suez), si potrà puntare ad una crescita continua e costante negli anni su tutti i fronti di mercato.
Detto questo, iniziamo ad entrare nel merito, portando una tabella riassuntiva dei primi otto scali:
Market Share traffico passeggeri 2023:
Tabella in percentuale:
Ad eccezione di Fiumicino e Malpensa, tutti gli scali Italiani presenti in classifica hanno superato la crisi pandemica ed ampliato i loro volumi di traffico, a partire da Orio al Serio, ormai terzo in classifica inamovibile e sempre più roccaforte Ryanair inespugnabile, con uno sguardo sempre più costante e presente verso le rotte Extra-UE operato da compagnie Low-Fare, e Napoli, scalo che ha guadagnato enormemente dal post-pandemia sia in termini di traffico Low Cost (base EasyJet e Ryanair), che in rotte Continentali ed Intercontinentali (American Airlines per Philadelphia, United con il doppio giornaliero per NY e Delta a far da concorrente sempre dalla grande mela, tutte rotte estive).
Venezia ritorna ad essere a livelli accettabili per una destinazione del suo calibro, grazie al ritorno dei voli stagionali verso gli USA e l'incremento della presenza delle Low Cost sullo scalo, ma latita ancora di alcune pedine fondamentali, come il volo Asiana verso Seoul e di Qatar verso Doha, quest'ultima in procinto di ritornare in piena estate 24, e supera momentaneamente Catania in classifica generale. Quest'ultimo è stato protagonista in negativo di un incendio all'interno dell'area terminale dell'aeroporto che ne ha causato la chiusura e il dirottamento di molti voli negli altri scali siculi, ma non ne ha minato troppo in termini numerici, permettendogli di poter superare il limite psicologico dei 10Mln di passeggeri
Bologna rimane stabile e costante sulla sua crescita, sfiorando la soglia dei 10 milioni, mentre vi è il ritorno di Linate, con i suoi 9,4 milioni di passeggeri. Lo scalo ha superato il post-pandemia, e giova della copertura delle rotte Ex-Alitalia da parte del suo avatar in blu, ovvero ITA, con un destino in bilico riguardo al suo cliente principale riguardo alla telenovela ITA-Lufthansa e la paventata opzione di cedere slot dello scalo cittadino milanese.
Concludiamo con le uniche due note stonate della classifica, ovvero i due scali principali del paese (Fiumicino e Malpensa): i due scali hanno recuperato quasi in pieno le rotte Extra-UE intercontinentali, ed in casi specifici ampliando il loro network rispetto ad anni fa, le Americhe per Roma e l'Asia per Milano in particolare, confermandosi nei dati verso il continente europeo, ma con sfumature diverse verso il traffico interno: se Fiumicino recupera sui passeggeri nazionali, nonostante siamo ancora lontani ai tempi di Alitalia, Malpensa perde sul suo massimo espresso l'anno scorso, dovuto sia alla ritirata degli ungheresi a favore di Easyjet e Ryanair, sia alla ritrovata vocazione del fratello Linate. Nonostante questo, si prospetta per quest'anno il ritorno ai livelli del 2019 per tutti e due gli scali, con attori diversi rispetto al passato.
La tabella sul market share cambia rispetto all'anno precedente: Fiumicino recupera ben 3 punti percentuali, arrivando al 20,5% di share, e Venezia (5,7%) guadagna su Catania (5,4%), mentre grossomodo tutti gli altri scali evidenziati mantengono inalterate le loro quote.
Continuiamo ad approfondire i dati passeggeri del 2023:
- Il mercato Italiano continuerà la sua crescita costantemente nel tempo e per più anni, e sarà principalmente a trazione Low Cost Carriers, checchè ne dica la politica con insensati decreti per le tariffe aeree mascherati per portare vantaggio ai soliti noti.
- Il traffico Nazionale vedrà una crescita sempre più attenuata a lungo andare, per via della saturazione con gli attori già presenti e della forte concorrenza della TAV presente su quasi tutto il territorio, salvo scossoni dell'ultim'ora come un ritorno di Wizz oppure uno sbarco in forze di una delle 3 LCC nell'ultima roccaforte dei carriers legacy: Linate.
- Il traffico Intercontinentale vedrà sempre di più un interessamento estero su più fronti verso l'Italia, sia attraverso la de-stagionalizzazione di diverse rotte USA-ITA in atto, sia verso l'apertura di nuovi segmenti inediti o che ri-evocano il passato.
- I primi due sistemi aeroportuali del paese osservano due trend diversi di crescita, se Milano (52 Mln di pax) supera il post-pandemia e vede tutti e tre gli scali in crescita sostenuta e costante, Roma vede la polarizzazione verso Fiumicino a scapito di Ciampino, con numeri ancora sotto al 2019 (43Mln di pax contro i 48 del 2019).

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