Le recenti aperture dei nuovi voli verso l'India dai principali scali Italiani mirano ad un mercato potenzialmente grosso e sotto-servito, ostacolato dalle vicissitudini geopolitiche attuali per quanto riguarda i voli diretti tra il Sub-Continente Indiano e il Nord-America.
L'espansione del mercato Indiano sembra essere finalmente in atto: dopo anni e anni di ricapitalizzazioni a fondo perduto al vettore considerato "di bandiera", ovvero Air India, con certe similitudini alla situazione Italiana, adesso con l'avvenuta privatizzazione di quest'ultima, ora sotto controllo di Tata Group e Singapore Airlines (per il 25% delle quote azionarie), e la futura fusione con Vistara, programmano una forte crescita in questi anni, con l'arrivo di ben 500 aeroplani (!), un ordine da record, il quale comprende i prodotti gamma di Airbus e Boeing, ovvero rispettivamente A320/21 Neo, A350-900 e 1000, B737MAX, B777X e B787. (Senza tralasciare realtà altrettanto ambiziose come IndiGo e il suo mega ordine di 300 Airbus A320)
https://indianexpress.com/article/explained/explained-economics/air-indias-order-unpacked-biggest-order-for-passenger-aircraft-in-history-8447665/
In particolare, soffermiamoci sugli ordini per gli aerei di Lungo Raggio: la compagnia aerea indiana dispone attualmente di 40 aerei, divisi in 5 B777-200LR (per le tratte Ultra Long Range, come la Delhi-New York o Delhi-San Francisco), 17 B777-300ER, e 23 B787-8. Con il nuovo ordine appena stipulato con i due costruttori principali mondiali, arriveranno in totale 34 A350-1000, 9 A350-900 (disponibili sin da subito), 20 787-9 e 10 B777X-9, portando il totale ad una potenziale flotta di aerei a doppio corridoio a 113 aerei.
Con questo parco macchine, le ambizioni di Tata Group sembrano essere quelle di trasformare Air India da vettore con una discreta flotta e network, con focus su Europa e Nord-America a vettore sempre più globale, sviluppando quella che è, a tutti gli effetti, una delle nazioni più popolose al Mondo, a pari passo con la Cina, e con alte prospettive di sviluppo economico in futuro.
L'aviazione è un settore cardine per lo sviluppo di un paese, tra connettività aerea, movimentazione di passeggeri e merci, relazioni diplomatiche, posti di lavoro offerti ed effetto moltiplicatore dello sviluppo economico locale e di PIL nazionale.
In particolare, il mercato di riferimento dell'India è proprio il Nord-America: secondo i dati pubblicati da @VishalBhadola, gli USA sono il mercato più profittevole, tanto da occupare il 20% dei biglietti aerei emessi da e verso l'India. Il Canada riguarda il 6% dei biglietti emessi, mentre il Regno Unito il 9%, arrivando ad un 35% dei biglietti emessi da e verso l'India solo da questi 3 paesi.
Il problema principale del mercato Indiano è la concorrenza delle 3 Golfare (Emirates, Etihad e Qatar Airways), in particolare Emirates è padrona dello share del mercato tra USA e India, occupando il 19%, mentre Air India solamente l'11%. In aggiunta alla maggior offerta di posti e frequenze, ecco come il mercato Indiano si ritrova schiacciato ad Ovest dalle 3 compagnie del Golfo, ed in minima parte dagli Hub Europei.
https://www.linkedin.com/posts/vishalbhadola_sleeping-with-the-enemy-i-somehow-activity-7036168925637664768-cgyM?utm_source=share&utm_medium=member_desktop
Ora, vi chiederete: tutto questo, cosa c'entra con l'Italia?
C'entra eccome, visti gli ultimi sviluppi: dalla riapertura dei confini, si sono inseriti nel mercato Italiano nuovi voli e nuovi soggetti interessanti.
Il traffico Italia-India pre-pandemia aveva nella Roma-Delhi (230.000 pax annui c.a) e Milano-Delhi (c.a 100.000 pax annui) come rotte cardine, servita da Alitalia e Air Italy all'epoca, con Air India come contro-parte. In più, vi è stato per qualche mese il tentativo, sempre della defunta Air Italy, per il volo Milano-Mumbai, chiuso dopo 3 mesi per bassi LF e guadagni.
Iniziamo con il dire che, la "stranezza" dei voli Italia-India, ad oggi, sta sul fatto che l'aeroporto più connesso con il nostro paese non è quello della capitale New Delhi, ma il più piccolo e distaccato Amritsar. Quest'ultimo è collegato a Roma-Fiumicino (3 frequenze sett.) e Milano/Bergamo (2 frequenze sett.) via Tblisi da SpiceJet, compagnia Indiana Low-Cost dotata di B737-800 e MAX-8, e da Milano-Malpensa tramite l'Italiana Neos, la quale ha recentissimamente migliorato il servizio da 1 frequenza settimanale a 2 frequenze, togliendo lo stop carburante a Tblisi operato con B737MAX in favore del B787, e in favore delle connessioni per i voli verso New York e Toronto, sempre da Malpensa.
Gli altri collegamenti principali verso l'India sono la Roma-Delhi, che verrà incrementata di frequenze quest'estate, fino a 5 frequenze a settimana da ITA, e la Malpensa-Delhi operata da Air India 4 volte a settimana (con voci di aperture di due nuove rotte, sempre da parte della compagnia di bandiera indiana).
Nonostante per numero di frequenze Delhi sia servita maggiormente, Amritsar dispone di più destinazioni, con i rispettivi mercati di riferimento.
Dando un occhio ai riempimenti dei voli Spicejet, redatto da @RavreetSingh, aviation data analyst per Fly Amritsar Initiative, notiamo come i riempimenti dei primi voli a Novembre 2022 siano ottimi: 99% di Load Factor per Milano/Bergamo e 95% per Roma. Vedendo come Neos ha incrementato offerta e capacità, con l'aggiunta delle connessioni verso il Nord-America, e di come ITA effettui già adesso connessioni tramite il suo Hub di Fiumicino, la possibilità che l'Italia occupi un suo spazio in quel grosso mercato tra USA, Canada e il Sub-Continente Indiano aumentano.
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| Cpoyright by Ravreet Singh for FlyAmritsar Initiative |
Ma come mai questa domanda cosi forte tra India e Nord America?
La risposta è nella Diaspora Indiana, in particolare dell'Etnia Sikh, storicamente insediata nella regione del Punjabi, con capitale amministrativa proprio Amritsar, che è anche crocevia religioso dovuto proprio al fatto che è considerata, per i Sikh, una meta di pellegrinaggio e di preghiera, più o meno come le grandi città culla delle tre religioni Monoteiste, ovvero La Mecca/Medina (Jeddah) per l'Islam, Gerusalemme per l'Ebraismo e il Cristianesimo in parte, e Roma, sede della Città del Vaticano.
La risposta è nella Diaspora Indiana, in particolare dell'Etnia Sikh, storicamente insediata nella regione del Punjabi, con capitale amministrativa proprio Amritsar, che è anche crocevia religioso dovuto proprio al fatto che è considerata, per i Sikh, una meta di pellegrinaggio e di preghiera, più o meno come le grandi città culla delle tre religioni Monoteiste, ovvero La Mecca/Medina (Jeddah) per l'Islam, Gerusalemme per l'Ebraismo e il Cristianesimo in parte, e Roma, sede della Città del Vaticano.
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| Dispersione dell'etnia Sikh nel mondo(2004): |
Il popolo di etnia Sikh si è sparso per tutto il mondo in generale, in particolare in Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Thailandia, Kenya e Tanzania. Le stime parlano di una Diaspora che è tra le più numerose tra i vari gruppi etnici Indiani, circa 1,2 Milioni di persone stimate in US e 2 milioni di persone in Canada, e il traffico annuale è stimato sugli 800.000 passeggeri annui.
In Italia si stimano circa 200.000 persone di origine Indiana, residenti principalmente nel Nord Italia.
I livelli di Load Factor raggiunti nelle rotte di Lungo Raggio presenti nel solo Punjabi, come la Amritsar-Birmingham, lanciata da Air India nel 2018, sono molto alti (media di 88% di riempimento con un volo settimanale)
Fonte @RavreetSingh: https://www.flyamritsarairport.com/amritsar-air-india/
In passato ci furono tentativi da parte Italiana per presidiare il Punjabi, come il volo Verona-Amritsar e i voli verso Delhi e Mumbai operati da Alitalia all'epoca del doppio Hub Fiumicino/Malpensa, in connessione con i voli verso Toronto, New York (ma non verso il Regno Unito (!) ).
Air India operò in passato le rotte attualmente attive per Londra e Birmingham, con addirittura diritti di V libertà verso Toronto, riportando addirittura che, secondo i manager della compagnia, che erano le rotte più profittevoli dell'intero network (altro rimando alla situazione Italiana). Dopo la crisi del 2008 i voli vennero soppressi a favore dei due Hub di Delhi e Mumbai seguendo le logiche dell'Hub and Spoke model. Difatti, le rotte per il Nord America dell'Hub di Delhi registrano una forte presenza di passeggeri diretti da/verso il Punjabi (c.a 60/65% dei pax India-NA deriva dalla regione del Punjabi).
La riscoperta di un mercato VFR (Visiting Friends and Relatives) così grosso e sottosviluppato fa accendere qualche domanda, chiedendosi come mai questa regione sia stata per cosi lungo tempo sotto-servita. Logicamente, potremmo osservare quanto il Punjabi sia Geograficamente vicino alla capitale dell'India, quindi la sensazione di politiche incentrate più allo sviluppo di Nuova Delhi.
Le potenzialità di questo mercato sono notevoli, e se sfruttate a dovere, in questo periodo storico dove si hanno a disposizione aerei adatti e versatili per le rotte sensibili (A321Neo e B737MAX in primis), oltre alle vicissitudini tra Russia e Ucraina che interessano i player Occidentali e non quelli appartenenti ai cosiddetti paesi "neutrali" , proprio come l'India, la quale non è colpita dall'allungamento dei tempi di volo.
La difficoltà maggiore per le rotte Italia-India sono sempre stati i guadagni o Yield, molto bassi nonostante i Load Factor ottimi delle rotte, unita alla concorrenza dei grandi Hub Europei con voli più capillari verso l'India. Nonostante ciò, vi è una volontà reciproca dei due paesi sia di aumentare le partnership politico-strategiche, sia lato collegamenti, con le rispettive compagnie aeree ad incrementare i servizi verso l'India, e in particolar modo verso il Punjabi.
L'espansione della compagnia di bandiera Indiana, in ottica alleanze, è anche proficua per Star Alliance e per tutti i membri associati. Uno in particolare, Lufthansa, è in fase negoziale per l'acquisto del 40% di ITA Airways, e considerate le circostanze, i dati a noi disponibili e le aree di riferimento ci si augura che venga presa in considerazione un presidio delle rotte Indiane da, via e verso l'Italia.




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