La calda estate 2022 è passata, non senza mostrare qualche cambiamento inaspettato nel panorama italiano.
Questo post vuole essere una sorta di mappazzone, una raccolta di avvenimenti recenti sul mercato italiano con annessa opinione, cercando di rimarcare lati positivi e negativi.
Partiamo subito con la notizia principale dell'estate, e cioè il colpo di scena riguardo alla vendita di ITA Airways, alla quale il MEF ha preferito il fondo americano Certares, portandosi dietro come possibili acquirenti di piccole quote della compagnia il gruppo AirFrance-KLM e Delta a discapito della cordata composta da MSC e Lufthansa. In questo spazio avevo espresso la mia perplessità riguardo all'interesse della compagnia tedesca verso il campione nazionale, vista la presenza di AirDolomiti nel panorama italiano (ricordiamo quest'ultima con COA Italiano ma posseduta da Lufthansa per il 100% delle sue azioni), la quale continuerà ad intensificare l'alimentazione degli Hub principali del gruppo LH, ovvero Francoforte e Monaco. L'acquisto di ITA per mano tedesca sarebbe stato, dal punto di vista tedesco, ininfluente per il gruppo, dato che l'apporto attuale che ITA porterebbe sarebbero una manciata di aerei di corto raggio e qualche aeroplano di lungo raggio in più verso destinazioni già ampiamente servite dal gruppo tedesco.
Qui però entrava in gioco l'attore principale dell'offerta respinta, ovvero MSC. Il gruppo navale ha grosse ambizioni e liquidità accumulatosi in questi due anni per il rialzo delle vendite via container, e visto che i concorrenti come Maersk hanno puntato all'integrazione delle merci tra nave e aereo, MSC vuole stare al passo. Con l'appoggio tedesco, inoltre, avrebbe goduto del know-how per poter tirare fuori alITAlia dalla stagnazione perenne in cui latita da trent'anni e quattro fallimenti susseguiti.
Peccato che la politica abbia idee diverse per il futuro della compagnia, e un futuro da attori non protagonisti non è piaciuto a certi ambienti, oltre ad un piano che avrebbe spostato il baricentro più a nord. La delusione verso la scelta che il Premier uscente Draghi ha fatto è tanta, ma considerando i prossimi inquilini di Palazzo Chigi ha probabilmente deciso di accettare la proposta insipida e senza particolari cambiamenti del fondo Certares, che si porta dietro Delta Airlines, la quale ha un interesse specifico nel tenersi ITA per Skyteam e non darla a Lufthansa cosi facilmente, e i Franco-Olandesi, molto restii ad investire in Italia, specialmente gli Olandesi, visto i trascorsi salati nel nostro paese.
Nonostante sia l'offerta peggiore rispetto a quella di MSC+Lufthansa, è probabilmente l'offerta che accontenta tutti: il MEF manterrà una quota cospicua in ITA, quindi controllo politico, Delta impedirà un ulteriore rafforzamento dei tedeschi nelle rotte Nord-Atlantiche assieme al supporto di AF-KLM, i quali cercheranno di favorire più Parigi e Amsterdam che Roma-Fiumicino. Ricordiamo inoltre che i fondi speculativi come Certares, Elliott e tanti altri, prima di rivendere un azienda sana ad un altro proprietario, le curano tagliando tutto ciò che mostra segno rosso nel bilancio. Verrà applicato anche per ITA? Staremo a vedere.
Collegandoci con la vicenda ITA, è notizia di questi giorni la "discesa in campo" di MSC nel panorama delle merci aeree, con l'acquisto di 4 Boeing 777F da poter dispiegare a partire dal 2023. I velivoli verranno gestiti dall'americana Atlas Air, la quale si impegnerà a fornire equipaggi e manutenzione agli aeroplani. Ciò significa il reale interesse del gruppo Partenopeo con sede in Svizzera ad investire nel mercato aereo, con un piano ben preciso e duraturo, a differenza di altri attori Italici, i quali dopo aver usato 2 B777 ex Alitalia e 2 ulteriori in leasing, ora sembrano sul viale del tramonto, come quasi ogni nuova realtà nata nel bel paese, ultimamente. Il presidente di MSC, Aponte, ultimamente ha ri-manifestato l'interesse per avere una quota in ITA, anche con il nuovo promesso sposo. E questa mossa è un messaggio ai proprietari attuali della compagnia, cioè lo stato (noi!), ovvero "noi siamo sempre qui, pronti ad avere la proprietà della compagnia, e siete sempre in tempo per ripensarci".
Ultimo argomento, ma non per importanza, è il "piano nazionale degli aeroporti" presentato da ENAC a settembre dal presidente Di Palma. Questo piano, presentato ciclicamente al Ministero dei Trasporti, illustra le volontà e i piani di sviluppo del sistema Italiano per il futuro. Ecco, teniamo a mente quest'ultima parola quando verranno ripresentati tali progetti, dato che fanno rumore per l'assurdità degli stessi. Esempi: lo spazio-porto di Taranto, che ogni anno ci fa compagnia. Ultimamente si sono impegnati tanto, come l'aver paragonato Catania ad Istanbul! Due gocce d'acqua, peccato che una è la porta tra Europa e Medio-Oriente, e vanta una megalopoli ed uno scalo gigantesco con a capo Turkish Airlines, mentre l'altro vanta solo di poter essere una buona meta estiva, nonostante il cospicuo traffico tra Nord e Sud Italia. Nulla in confronto ad un aeroporto con potenziale che va oltre i cento milioni di passeggeri annui, è follia paragonare due città completamente diverse, ed è ancora più grave che ciò venga da un Ente Nazionale!
Nonostante le utopie, per non chiamarli deliri, raccontati nel piano nazionale degli aeroporti, qualcosa di interessante è saltato fuori, in particolare la limitazione di Linate per quanto riguarda i transiti verso altri Hub esteri, la pari considerazione tra i due scali nazionali maggiori, Malpensa e Fiumicino (prima volta che vengono considerati eguali) e la volontà di chiudere Ciampino per fare spazio a Frosinone (!). Tralasciando quest'ultimo particolare, il quale lo ritengo fattibile ma utopico pure questo, andiamo al dunque.
Sembra che dopo vent'anni spesi a brancolare nel buio, perfino ai piani alti si siano resi conto della disfunzionalità di Linate nel sistema Lombardo. Prima Alitalia, ed ora ITA non riescono a sfruttare, ne a far fruttare, gli slot ad essa assegnati nello scalo. Quella che una volta era definita "la gallina dalle uova d'oro" ovvero la rotta Linate-Fiumicino ora è ridotta ai minimi termini schiacciata dalla concorrenza dell'AV delle Frecce e di Italo. Inoltre, l'avere le principali LC basate a Malpensa e Bergamo schiaccia il piccolo city-airport. La disfunzionalità maggiore però è la presenza stessa di ITA a Milano. I voli che opera a Linate non alimentano nessun volo LR, siccome l'unico volo è situato a 40km a Nord-Ovest, oltre all'operare in uno scalo limitato, senza alcuna possibilità di espandersi in futuro. Il voler perdurare con questa strategia autolesionista di divisione del network in due scali fa si che i voli siano vuoti, e a trarne vantaggio sono le Major presenti, le uniche a guadagnare da Linate, oltre ai Biz-Jet. Questo problema è presente da più di vent'anni, ma sembra soltanto oggi che ce ne si rende conto. Eppure qualcuno all'epoca tentò di far capire ciò, ma venne ostacolato e di conseguenza l'accordo storico Alitalia-KLM saltò, non senza grane.
Nonostante i progetti fantasiosi, utopistici, di concorrenza tra Istanbul e "l'Hub del Mediterraneo" (!), qualcosa di interessante è uscito fuori dal sacco. Anche nella follia vi è un piccolo fondamento di verità, dopotutto.

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