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Uno sguardo sugli aeroporti italiani post-Covid




 La pandemia è stata un armageddon per il settore dei trasporti. Compagnie fallite, traffico calato di punto in bianco come mai visto precedentemente, nemmeno nel post 9/11. Tutti i maggiori enti del traffico aereo danno per il 2025 come la data per la quale il trasporto aereo si sarà ripreso del tutto dalla pandemia, una data ancora lontana. E, nel mentre gli equilibri stanno cambiando.

In questo post analizzeremo la situazione Italiana tramite i dati di Assaeroporti e Aeroporti 2030, cercando di fare un breve resoconto su come la pandemia abbia impattato sugli aeroporti Italiani.
Per iniziare inseriamo i dati dei principali otto aeroporti italiani per categoria, in linea generale di tutti i dati (movimenti, pax, e cargo), dalla quale i grafici sottostanti prendono spunto:

Pax Totali   2019        Pax ITA-ITA 2019          Pax Internaz. 2019                                      
FCO  43.532.573        FCO 11.054.716               FCO  32.343.629
MXP  28.846.299       CTA  6.433.608                 MXP 22.921.836
BGY  13.857.257       MXP  5.784.543                BGY  10.372.189
VCE  11.561.594        PMO  5.032.691               VCE  10.006.040
NAP  10.860.068        BGY  3.473.169                BLQ  7.434.505
CTA  10.223.113        NAP  3.426.163                 NAP  7.407.533
BLQ   9.405.920        CAG  3.361.623                 CIA  5.667.919
PMO  7.018.087         LIN  3.332.344                  PSA  3.956.025


              Movimenti 2019               Cargo 2019 (t)
              FCO  309.783                   MXP  558.481,5
              MXP  234.054                   FCO  194.526,8
              BGY  95.377                     BGY  118.964
              VCE  95.232                     VCE   63.970,2
              LIN   85.730                     BLQ   48.832,5
              NAP  82.577                     VBS   30.695
              BLQ  77.126                     CIA    18.447,6
              CTA  75.070                     NAP    11.750,4

E i dati 2021:

Pax Totali 2021          Pax ITA-ITA 2021            Pax Internaz. 2021
FCO 11.662.842         CTA   4.632.940                  FCO  7.173.254
MXP  9.622.464         FCO   4.413.132                 MXP  5.697.370
BGY  6.467.293         MXP  3.874.798                  BGY  4.353.245
CTA   6.123.791         PMO  3.624.257                  BLQ   2.557.849
NAP  4.636.501          LIN   2.791.558                   NAP   2.511.420
PMO 4.576.246          CAG   2.259.841                 VCE   2.156.576
LIN   4.346.518          BRI    2.159.746                   LIN   1.515.576
BLQ  4.103.816          BGY   2.111.242                  CTA   1.480.543

                  Movimenti 2021                    Cargo 2021 (t)
                 MXP  118.341                        MXP  747.241,7
                  FCO   113.972                        FCO   101.325
                  LIN     67.368                         BLQ   50.121,2
                  BGY   51.879                         VCE   44.228,2
                  CTA    50.419                         VBS    39.603
                  NAP    45.333                        BGY    26.043,6
                  BLQ    42.477                         PSA    15.248
                  VCE    39.165                         NAP   11.464,6

 
Di seguito, per ogni macro-categoria vi sono annessi due grafici a barre: uno che mostra la situazione pre-pandemica e il secondo che mostra la situazione attuale:
*Piccola nota: tutti i numeri inseriti nei grafici sono percentuali rispetto al totale Italia generato nel 2021, quindi indicano per il corrispettivo scalo il peso nei numeri nazionali


Considerando che, nel 2021 si viaggiava all'incirca su un -70% rispetto ai numeri pre-covid, il calo degli scali a forte vocazione turistica si è fatto notare. Fiumicino e Venezia sono gli scali più danneggiati dal periodo, e lo scalo romano passa da un 23% di peso su scala nazionale al 14%, mentre Venezia finisce dietro Bologna come percentuali. Gli scali che invece non risentono, o ne risentono poco della pandemia sono gli scali con maggior vocazione sul traffico nazionale, e cioè Catania e Palermo lato Sicilia, poi Napoli e Milano Linate (Linate era stato chiuso per lavori nel periodo estivo del 2019). Malpensa in termini percentuali ha perso poco rispetto al pre-crisi, in termini di % e si avvicina tanto allo scalo romano, mentre lo scalo di Orio al Serio aumenta addirittura il suo peso nella scena nazionale portandosi all'8% rispetto al 7% del 2019. Il motivo è presto detto: Ryanair è la compagnia più solida al momento in Europa ed è stata la prima a portare il volume degli operativi ai livelli pre 2020 prima di tutti i suoi competitors.




Anche nei movimenti aerei Italia tra i primi due in classifica il divario si è ampiamente ridotto, anzi lo scalo di Malpensa ha superato Fiumicino, nonostante quest'ultimo, rispetto al cugino più a nord, non abbia attorno a se scali che ne castrano le potenzialità. C'è anche da considerare che Alitalia pre-pandemia movimentava molti più aerei rispetto alla neonata ITA, almeno il doppio considerando le flotte, e che Malpensa nel 2019 ospitava una buona parte dei voli che stavano a Linate per tre mesi abbondanti. Ora, nello scalo lombardo, vi sono molti più voli cargo rispetto al passato, contati come movimenti, e di questi tempi pesa tanto. Linate si riconferma uno scalo molto trafficato, per la grande fetta di voli privati/corporate ospitati a Linate Prime. Anche nella classifica dei movimenti possiamo osservare il balzo di Catania, seppur con numeri minori. Venezia invece registra una discesa in classifica, rispetto agli altri scali italiani.




I dati pax Italia sono molto interessanti, siccome è la macro-categoria che più rapidamente si è ripresa, nonostante le varie restrizioni: Catania nel 2021 è diventato lo scalo con maggior peso sui voli nazionali, ruolo storicamente di Fiumicino, che invece risente tanto della nanificazione di Alitalia in ITA, così come Malpensa conferma il trend pre-pandemico di crescita nel peso dei voli nazionali rispetto ai concorrenti fraterni e soprattutto a Linate, quest'ultimo storicamente predominante nel settore Italiano. Il motivo è presto detto: la concorrenza tra Low Fare Airline nella brughiera (Easyjet, Ryanair, Wizz Air che sostituisce Air Italy, che era una Full Service Carrier, avendo come paragone il 2019) ha portato un aumento del volume di traffico, mentre nello scalo contingentato di Linate, nonstante il recupero (dovuto alla chiusura di 3 mesi nel '19) risente della debolezza del vettore dominante e della caduta ormai definitiva della rotta simbolo, ovvero la Linate-Fiumicino che si traduce nella Milano-Roma.
 E qui sopraggiunge un paradosso: tra le principali città d'Italia il collegamento aereo c'è, più volte al giorno, mentre tra i due scali principali d'Italia il collegamento è soppresso. La cancellazione è stata giustificata dalla pandemia e per tagliare le rotte in perdita dall'ormai defunta ma rediviva Alitalia, eppure i dati 2021 hanno ancora un margine di deficit rispetto al '19 ma non così ampio dal giustificare una mancanza grave nel nostro paese. Inoltre, la rotta MXP-FCO nella logica di Hub Carrier è una di quelle rotte che, si è in perdita, ma garantisce transiti di tutti i tipi visto che sono i due scali principali del paese nelle rotte di Lungo Raggio.
Palermo e Cagliari aumentano le loro quote rispetto al passato, mentre invece Bergamo vede calare il suo peso a favore di Bari.






I dati sui pax internazionali, quindi UE+ Extra-UE, sono i più impattati dalla pandemia, tanto che il 2021 sul piano nazionale registra ancora un pesante -70% rispetto al 2019. Le motivazioni sono presto dette: mancanza dei voli intercontinentali. Nonostante compagnie come Emirates siano ritornate ad utilizzare un aereo come l'Airbus A380 per i suoi voli verso Dubai e New York a Malpensa, le restrizioni in vigore hanno limitato enormemente gli spostamenti per turismo verso il nostro paese, vero punto di forza del mercato Italiano. Di conseguenza, i dati mostrati nel grafico riferito all'anno passato sono fortemente influenzati dal fattore esterno dominante da Marzo 2020, il quale solamente ora si sta attenuando. Per avere un quadro più chiaro dovremo aspettare quest'anno, dove gradualmente si stanno riaprendo i voli intercontinentali, con novità interessanti come il volo Qantas Fiumicino-Perth-Sydney e la ripresa dei voli verso il Nord America. Quel che sembra certo dal grafico è l'aumento della fetta di mercato di Orio al Serio, grazie all'apertura di voli anche verso destinazioni mediterranee e mediorientali come la Giordania, e il rafforzamento sul mercato europeo da parte dei padroni di casa, ovvero Ryanair.
Nella ripresa del mercato intercontinentale del 2022 peseranno, rispetto al passato, la scomparsa del vecchio network Alitalia e dei feed su Fiumicino, con numeri inferiori di frequenze e aerei, specie sul Lungo Raggio, dove si passerà da circa 25 aerei della vecchia flotta basata nello scalo romano (2 macchine erano basate a Malpensa per i voli sulla Grande Mela e Tokyo) alle 14 previste da ITA a fine 2022 (attualmente è previsto l'ingresso in flotta di 6 A350 e il re-inserimento di un A330 ex-AZ). Cosa che nel resto del paese non verrà risentita poichè la compagnia italiana non ci operava, tantomeno la mancanza di Air Italy, infatti quest'ultima non disponeva numericamente di aerei per avere un peso significativo nel mercato, tant'è che è stato colmato prontamente il suo vuoto. Ciò che peserà maggiormente sarà l'apertura dei voli Lungo Raggio verso l'Italia dalle compagnie estere, che rappresentano la parte dominante del mercato, che non coprirà i voli verso la Cina e il Giappone, dato che la prima non riaprirà prima del 2023, e ha ancora in atto la politica Zero Covid, mentre il Giappone dalle compagnie  Europee è molto più costoso e lungo da raggiungere, vista la guerra tra Russia e Ucraina in atto e le restrizioni allo spazio aereo Russo .


Nella percentuale cargo movimentato in Italia, c'è poco da dire: Malpensa domina il settore merci Italiano, con una percentuale addirittura maggiore al pre-pandemia, con il 70% delle merci trasportate via aerea nel Bel Paese passanti da quest'ultimo. Il trasferimento di DHL da Orio a Malpensa e l'entrata in scena dell'e-commerce (Amazon) hanno influito sui numeri già alti di Malpensa. Fiumicino risente della mancanza di voli effettuati con Wide Body, quindi di belly (stive) da riempire, cosa che lo scalo Lombardo non risente, date le differenze dei due mercati e le città di riferimento. Bergamo scende in classifica, e risente dello spostamento dei magazzini DHL, e spera di compensare nei prossimi anni con l'investimento di UPS nello scalo orobico. Balzo in avanti per Bologna invece, che ritorna ai livelli pre-covid, assieme a Napoli. Brescia addirittura supera i livelli pre-pandemici, valorizzando lo scalo bresciano base di Poste Air Cargo e con DHL che serve quest'ultimo.

Il settore delle merci si è rivelato la colonna portante del settore, l'unica che ha superato i livelli pre pandemia già all'inizio del 2021, e i numeri dimostrano la crescente domanda di voli parcel. Il mercato ha risposto rafforzandosi nelle aree in cui c'è una base solida da cui partire. Anzi, la cosa rivoluzionaria è la volontà delle compagnie aeree nel trasformare i loro aeroplani passeggeri temporaneamente in aerei cargo (i cosiddetti P-reighter) per poter sopravvivere in una crisi mai sperimentata. Molti carriers inoltre hanno lasciato aperte diverse rotte intercontinentali anche in forte perdita, ma con la consapevolezza di aver riempito le stive degli aeroplani.


Per concludere l'approfondimento, possiamo dire che si, il 2021 è stato un anno ancora fortemente distorto dalla crisi in atto, ma ha lasciato alcune certezze che probabilmente più in là negli anni saranno i fattori chiave. 

La prima certezza è che le compagnie Low Cost sono il presente e il futuro di questo mercato. La crisi ha rafforzato chi era gia grande di suo e con liquidità da poter utilizzare nei casi peggiori. Aggressive e ambiziose ovunque esse aprono una nuova base, con aeroplani nuovi ed efficienti su rumore e consumi di carburante e con una struttura interna dai bassi costi operativi che le consentono di operare voli laddove le Major non arrivano. E' il modello vincente e da prendere come esempio per i nuovi arrivati. Come possiamo vedere dai grafici, gli aeroporti più forti attualmente hanno come riferimento le compagnie Low Fare, che attraggono i passeggeri in maniera migliore rispetto alla concorrenza, vedasi Catania, Palermo, Bologna, oltre a Bergamo.

La seconda certezza è il declino di Roma come mercato di riferimento della nazione. La crisi ha tolto la peculiarità del mercato Romano, ovvero il forte turismo stagionale limitato del tutto dalla pandemia di Covid-19, e ne ha evidenziato i difetti, come la mancanza di merce da imbarcare nelle stive degli aerei Wide Body e la mancanza di passeggeri altospendenti sufficiente a giustificare l'apertura di una rotta di Lungo Raggio, che non è un punto secondario sulla remunerabilità di una rotta, oltre all'assenza di un vettore forte sul mercato da diversi anni. 

La terza è il rafforzamento di Milano principalmente su Malpensa e in secondo piano ad Orio. I numeri dello scalo della brughiera sono chiari da questo punto di vista, nonostante il periodo di forte crisi, il processo di apertura alla concorrenza alla roccaforte Easyjet in atto dal 2015 ha permesso di aumentare il peso dello scalo in aree dove un tempo era più debole, come il traffico ITA-ITA, oltre ad aumentare i voli verso l'Europa, mentre sul Cargo si è rafforzata con l'ingresso di un colosso come DHL, risvegliandone le enormi potenzialità. E tutto questo nonostante gli arcinoti problemi del sistema aeroportuale Lombardo. Orio al Serio ha perso DHL a discapito del cugino varesotto, perdendo una grande fetta di parcel dell'area Milanese, ma trova in Ryanair un partner forte, se non il più forte sul mercato, con un grande network di voli tra il Bel Paese e il continente Europeo.

La quarta e ultima certezza è la debolezza o assenza, ormai consolidata, dei vettori Made in Italy. In particolare ciò si riflette sull'attore principale, ovvero ITA (ex Alitalia). La debolezza di ITA/Alitalia sul mercato si ripercuote poi nei dati pax e movimenti aerei dei due aeroporti cardine, Fiumicino e Linate (con maggiore impatto nello scalo romano). Al contrario degli aeroporti dove le compagnie Low-Fare hanno una loro base. Questo è un enorme problema per la neonata compagnia o avatar, a seconda dei punti di vista. Anche se le Low Fare e Alitalia/ITA giocano a due strategie completamente diverse (LC puntano ai voli punto-a-punto massimizzandone i Load Factor con i minori costi operativi, mentre invece Alitalia/ITA rimane ufficialmente ancorata alla strategia Hub and Spoke), ciò che se ne deduce è che ITA non attragga passeggeri da trasportare nel suo "Hub" per poi smistarli verso un altra destinazione. La perplessità aggiuntiva è poi l'aver piazzato metà della flotta nelle due basi della compagnia, di cui una è Linate, aeroporto limitato nei movimenti orari e negli aeroplani che può ospitare. E questo toglie quella poca linfa che può alimentare un volo intercontinentale a Roma, dato che è un mercato, come abbiamo detto poc'anzi debole nel parcel e nei passeggeri business.

Con questa conclusione spero di aver riassunto bene la situazione Italiana del 2021, come sempre vi invito a commentare con un vostro pensiero, giudizio o anche critica!

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